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9 dicembre 2014

ANGIOLETTI DI NATALE: PICCOLI PENSIERINI PER PERSONE SPECIALI





L'anno scorso per la cena pre-natalizia con i nostri amici avevo realizzato delle Stelle di Natale di stoffa.



Anche quest'anno ci siamo ritrovati, un po' in anticipo devo dire, per questa occasione. Facendomi spazio tra le mille cose sul mio tavolo e tra i miei lavori di ricamo iniziati, ho cominciato a metter mano a dei piccoli angioletti da appendere sull'albero o da appoggiare su un tavolino come decorazione. 

Alcuni sono profumati con degli olii essenziali.






Altri invece sono un po' più grandi "ripieni" di poutpourri profumato.


 



Un angioletto speciale, poi, l'ho dedicato a Laura che aspetta il suo/la sua primo/a bebè aggiungendovi delle mini scarpine all'uncinetto.


Ma come eseguire questi angioletti?  Inserite un commento in fondo al post e vi farò avere il tutorial.



Una cosa però voglio condividerla con tutti.
I capelli di alcuni di questi angioletti sono stati fatti da me (non acquistati già confezionati come ad esempio quelli biondi). 
Come?

Ho preso della lana un po' grossetta di un colore melange .
Con un uncinetto 3 mm ho fatto una lunga catenella, l'ho rotolata sulla mano e l'ho stirata con il vapore per un attimo. A questo punto, dopo aver aspettato circa una decina di minuti in modo che il tutto si potesse asciugare per bene, ho sciolto la catenella e sono andata a formare "dei fiocchi" in questo modo (ho avvolto il fino sulla mano e poi con del filo di cotone fino o del filo della stessa lana, prendendo il centro, ho fatto un nodo e tagliato le estremità laterali del fiocchetto).

 


Ho incollato i capelli con della colla a caldo.
Ed ecco il risultato.





20 ottobre 2014

LA MIA INTEPRETAZIONE DEL PUNTO PARMA - 2^ parte


Si può proprio dire: "piovono catenelle!"... e non solo

Si, questo è il segreto per un Punto Parma d'effetto ma soprattutto regolare.





Ho trovato il disegno su RICAMO ITALIANO n. 87/2012.
Era un lavoro proposto da Ionica Danciu per una tovaglia nella quale i colori vivacissimi (tipici dei ricami tradizionali della Romania, paese d'origine di Ionica) e le forme sinuose del disegno riempite a punto pieno, creavano un ornato ricco e allo stesso tempo equilibrato.

Dopo aver fatto alcune modifiche al disegno, in modo da poterlo sistemare sul mio centro tavola, ho riportato il disegno su carta velina e quindi su stoffa in dritto filo.

Era quindi arrivato il momento più atteso: quello del ricamo. 

Ho preferito usare un filo colorato - ritorto d'Alsazia n. 8 (tranne che nel medaglione centrale dove è stata usata la grossezza n. 12), andando in realtà contro quelle che sono le regole della cromia tipiche del ricamo di Parma.

Da questo punto in poi sono piovute le catenelle, un'infinità di piccole catenelle in fila e ravvicinate le une alle altre. Devo ammettere che durante l'esecuzione del lavoro, alcune lunghe linee le completavo subito con il punto festone.

Pochi altri, e per piccole figure, sono stati i punti utilizzati per questo centro tavola: il punto erba, il punto piatto e il punto avorio riempitivo.





L'esecuzione del bordo a uncinetto era stata precedentemente eseguita da Santina (mani d'oro).


1 ottobre 2014

LA MIA INTERPRETAZIONE DEL PUNTO PARMA - 1^ parte


La curiosità verso il Punto Parma era molta, sopratutto dopo aver visto realizzati dei magnifici lavori.

Il punto e l'effetto rilievo che questo fa sulla stoffa rende il lavoro estremamente raffinato, sicuramente molto decorativo, ancorchè semplice.

Posso dire che il testo maestro per quest'arte, che io abbia avuto la possibilità di acquistare e vedere, è "Arte e ricamo a Parma - Motivi ornamentali dei nostri monumenti studiati per l'applicazione al ricamo" edito dal Patronato dei Lavori Femminili Parmensi (la mia naturalmente è una ristampa dell'edizione del 1926 a cura di Manuela Soldi).

All'inizio degli anni '20 venne fondato a Parma il Patronato dei Lavori Femminili Parmensi- presieduto dalla Dott.ssa Bianca Bonfigli Bignotti, associazione emancipazionista che voleva rispondere al problema della formazione delle future maestre che - come da circolare del ministro Gentile del 1925 - non avrebbero più ricevuto nozioni riguardanti i lavori femminili durante i loro studi regolari, sebbene avessero dovuto confrontarsi con l'insegnamento degli stessi verso le alunne delle scuole elementari.

La Prefazione alla prima edizione riporta " la raccolta è stata curata specialmente per venire in aiuto delle giovani maestre e delle aspiranti all'insegnamento elementare, le quali con la legge 6 maggio 1923 si sono viste togliere completamente dallo Istituto Magistrale l'insegnamento del lavoro femminile, e col'ordinanza 21 gennaio 1924 hanno ricevuto dal S.E. il Ministro Gentile un non lieve compito da assolvere col rinvigorito insegnamento del lavoro femminile nel corso superiore della scuola elementare... perciò abbiamo creduto opportuno di volger a beneficio della scuola una parte della nostra attività, e mostrare alle maestre nostre, convenientemente schematizzati, alcuni di quegli stupendi fregi che ornano i monumenti artistici romanici specialmente della città (uno solo dei motivi della raccolta è di Borgo S. Donnino) affinché possano da questi esempi trarre qualche norma e farsi un certo piano di lavoro".





Il materiale adoperato per l'esecuzione è, come regola, una tela di lino greggio a trama regolare e cotone floscio non candeggiato, di varia grossezza; possono andare bene anche la tela di lino bianca e il filato di lino greggio. Il filato impiegato dovrebbe avere una gradazione più chiara o più scura del tessuto impiegato; il colore è poco usato, sempre in una sola gradazione su tutto il lavoro e quello che gode di maggior favore è il marrone scuro.

Il ricamo di Parma è un accostamento di punti - punt'erba, punto stuoia, punto lungo, punto a nodini, punto catenella e punto festone - ma, tranne gli ultimi due che costituiscono il punto Parma propriamente detto, gli altri servono a completare le parti secondarie del disegno (Nuova enciclopedia dei lavori femminili / edizioni Mani di Fata).

Il disegno dovrà essere segnato con tre linee distinte ed equidistanti le une dalle altre di circa 0.5 cm: queste linee saranno coperte tutte a punto catenella, punto che dovrà andare nella stessa direzione della catenella che gli sta affianco; inoltre l'inizio e la fine di una singola catena dovrà essere l'inizio e la fine anche di quelle che si trovano su tutte le altre due file nonostante ci sia ad esempio una piccola curva (quindi la catenella sarà più corta se posta sulla fila più interna e più lunga se posta sulla fila più esterna della curva).Una volta eseguite tutte le righe di catenelle si dovrà dare rilievo al lavoro eseguendo il punto festone, con la costa all'interno delle righe, sul secondo e sul terzo - sul quarto e sul quinto dei sei fili delle catenelle, senza prendere il tessuto che sta sotto. In ogni punto catenella dovranno essere eseguiti tre punti festone.


26 agosto 2014

CIAO SANTINA


Un grande saluto, un grosso abbraccio e MILLE VOLTE GRAZIE a Santina... donna dolce, disponibile e con le MANI D'ORO.




21 aprile 2014

CENTRO TAVOLA VARIE TECNICHE


Qualche anno fa (4 per l'esattezza), durante il periodo dell'allattamento di Luca ho iniziato un corso di ricamo Hardanger presso la merceria Bertagnin di San Bonifacio con la maestra Iolanda Rei.

Prima della fine del corso Iolanda ha insegnato a me e ad Alessandra come eseguire il ricamo a retino.

Ho utilizzato una stoffa di lino a 14 fili per cm e un unico tipo di filo da ricamo - DMC 25 color ecrù - sia per il punto quadro (4 righe totali), il cordoncino, la cordonatura (eseguita in diagonale - a scaletta) e il punto rammendo (ho recuperato un piccolo schema monocolore per il punto croce). 

Ho eseguito il punto reale a fili contati utilizzando filo da ricamo DMC 25 color ecrù.



Il punto rammendo consiste nel passare il filo sopra e poi sotto le colonnette cordonate eseguendo più passaggi di andata e ritorno (che siano sempre lo stesso numero) per poter riempire i quadratini.

Particolare del retino

Punto reale - Retino
La stoffa non aveva una misura abbastanza grande da poter essere rifinita con il ricamo e ricavare un centrotavola.

Una amica di mia mamma - la Santina di Brescia - che ha veramente delle mani d'oro, si è proposta di far una bordura ad uncinetto utilizzando il filo per uncinetto DMC color ecrù.

Direi che questa ha risaltato il lavoro a ricamo, ha dato lustro e completato il centrotavola.

Pizzo a uncinetto (della Santina)